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Terni, 18enne uccisa dalla dose di eroina iniettata dal fidanzato 21enne

da Giornalettismo

Eroina a Terni e la storia finisce male: si terrà questa sera la veglia di preghiera per la giovane di soli 18 anni che se ne è andata ad Amelia, in provincia di Terni, e che frequentava lo stesso liceo del 15 enne morto lo scorso luglio insieme all’amico a causa dell’assunzione di metadone. Lascia una famiglia e una comunità sgomenti, con la preside del liceo che esprime rabbia e paura per i molti ragazzi che, usciti fuori dai cancelli, hanno «genitori smarriti nella gestione della quotidianità».

 

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Eroina a Terni: la dose somministrata dal fidanzato uccide una 18enne

Quella dose di eroina da 20 euro era il regalo del 21enne per la giovanissima fidanzata. L’ultimo, considerato che le è costato la vita. Come riporta Repubblica, Maria Chiara era una giovane «bella, altruista, sportiva, talentuosa» e presa dai mille impegni della sua età – tra sport, amici e scuola -. Non una persona abbandonata a se stessa, con un padre che – ironia della sorte – lavora in una comunità per il recupero dei tossicodipendenti. Tutti hanno constatato che la ragazza era cambiata da qualche mese, precisamente da quando frequentava il giovane che – sotto sua ammissione – le ha somministrato l’eroina che l’avrebbe uccisa a qualche ora di distanza.

«Non ho nulla da nascondere. Mi voglio difendere»

Il fidanzato che ha somministrato la dose che si sarebbe rivelata fatale è stato scortato dai carabinieri da quella stessa casa in cui la 18enne è morta. Lui e la sua famiglia sono ora vittime di minacce da parte del paese e dei social, tanto da dover essere scappati da Amelia. L’avvocato del 21enne ha spiegato che la sua posizione si sta aggravando, passando da omissione di soccorso a omicidio preterintenzionale. Lui non nega quanto accaduto: «Non ho nulla da nascondere. Mi voglio difendere. E’ vero che faccio uso di sostanze stupefacenti ed è vero che quella dose di eroina a Maria Chiara l’ho fatta io. Lei aveva voglia di provare, l’ha voluto fare e io l’ho assecondata. Se non lo faceva con me l’avrebbe fatto con qualcun altro».

Terni, cosa è successo alla 18enne morta per eroina

A raccontare come si sono svolti i fatti è stato proprio il fidanzato accusato di averla uccisa: «Voglio sapere anch’io come è morta. Anch’io ho preso quella stessa roba e non mi è successo niente», ha affermato. «Ho comprato una dose a 20 euro e l’ho divisa in due, una più piccola e una più grande. Ce la siamo fatti a Roma, poi siamo tornati, lei è andata a farsi un aperitivo con le amiche, e poi siamo stati qui a farci una birra e siamo andati a dormire». Ha raccontato anche delle ore prima che la giovane fosse scoperta esanime: «La notte aveva il respiro pesante, russava, ma era normale. Solo la mattina verso le 9 quando l’ho chiamata per andare al bar visto che a casa non c’era caffè ho visto che era bianca, l’ho trascinata in bagno e ho provato a rianimarla. Io non lo so se era viva, io non l’ho mai visto un morto. E poi ho chiamato il 118…». Intanto la comunità del paese rimane scossa e la sindaca di Amelia parla dei giovani di quei luoghi: «Mi sconvolge la facilità con cui i nostri giovani, anche in un piccolo centro come Amelia, possono finire così: basta un amore sbagliato, un momento difficile» aggiungendo che «troveremo i responsabili di questa morte atroce. Stiamo lavorando sulle piazze di spaccio, a Terni ma anche fuori, sui collegamenti tra Amelia e Roma».

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Autore:

Ilaria Roncone

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